La manovra economica. Dove prendere i soldi?

Dove andare a prendere i soldi? Questa domanda è ridicola, perché la risposta la sanno tutti. Si vanno a prendere dove ci sono. E allora iniziamo. Taglio delle spese militari e rientro delle missioni di guerra in Libia e in Afghanistan. Abolizione di tutte le pensioni parlamentari in assenza di un periodo di contribuzione pari a quello di tutti gli altri cittadini. Abolizione immediata dei finanziamenti pubblici ai partiti a partire dal prossimo settembre. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali con effetto retroattivo al primo gennaio 2011. Contribuzione del 60% dei capitali regolarizzati con lo Scudo Fiscale. Statalizzazione di tutte le concessioni in mano ai privati. Abolizione immediata di tutte le province. Riduzione del 50% del numero dei parlamentari. Abolizione delle doppie e triple pensioni. Tetto massimo per ogni pensione di 4.000 euro al mese. Cancellazione delle Grandi Opere Inutili (Tav Val di Susa 22 miliardi, Ponte Messina 4, Gronda Genova 6, ecc.). Eliminazione delle Authority e degli stipendi dei trombati dalla politica lì collocati.
Chi vuole aggiunga i suoi suggerimenti per la manovra >>

Stufo di chi ti governa? Candidati tu …

Tratto dal blog di Beppe Grillo >>

Io non credo che si andrà alle elezioni prima del 2013. L’Italia non se le può permettere senza dichiarare default. Nonostante ci sia del tempo ancora davanti, preferisco chiarire concetti già espressi in altre occasioni.
Alle elezioni politiche nazionali, quando esse siano, Il MoVimento 5 Stelle si presenterà. Le votazioni per decidere i nomi dei candidati avverranno sul portale del M5S. Chiunque disponga della cittadinanza italiana e sia iscritto regolarmente al M5S (avendo quindi inviato tutti i documenti necessari) potrà votare on line il proprio candidato. Ogni iscritto al M5S incensurato, non iscritto ad alcun partito, che non ricopra al momento delle elezioni cariche elettive (ad esempio consigliere comunale o regionale) o non abbia esercitato due mandati, anche se interrotti, potrà candidarsi.
Ogni iscritto potrà votare un solo candidato. Di ogni candidato sarà pubblicato il curriculum, gli obiettivi e sarà associato un forum di discussione. Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo e non potrà entrare in un gruppo parlamentare formato da altri partiti. Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. Dovrà firmare l’accettazione a queste condizioni nero su bianco, prima delle elezioni. I possibili eletti del M5S formeranno un Non-gruppo-parlamentare in cui ognuno conterà uno. Ci sarà un Non-portavoce, perché gli eletti si alterneranno nel ruolo. Ogni eletto si impegnerà a interagire quotidianamente attraverso la Rete per informare i cittadini e interagire con gli iscritti al M5S. La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti,organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato. Potranno essere operai, precari, disoccupati, casalinghe, commercianti, piccoli industriali, insegnanti, camionisti, impiegati. Gente comune incensurata e senza scopo di lucro. Ognuno conta uno e il Parlamento ci aspetta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.