Laurea breve e laurea magistrale: vantaggi e svantaggi

laurea-magistrale-onlineQuale dovrebbe essere in estrema sintesi il ruolo delle università? Nel tempo si è data sempre una diversa definizione di quello che dovrebbe essere il compito degli atenei lungo il percorso formativo che porta il bambino dalla scuola dell’obbligo fino alla sua professionalizzazione.

In alcuni momenti in particolare si è attribuita all’università una missione “formativa” troppo distaccata da quelle che invece sono le esigenze e le aspettative del mondo del lavoro; ciò ha portato a sfornare da una parte (ed in certi ambiti sopratutto) classi di laureati destinati alla disoccupazione, dall’altra a lasciare vuote aree meno scelte e perseguite dagli studenti.

Ebbene volendo riportare questa osservazione alla dicotomia oggi in atto tra laurea breve e laurea magistrale si potrebbe dire che in questo momento storico la seconda è quella che meglio agisce da collante tra università e lavoro.

Non è dunque un caso che sempre più atenei stiano calcando la mano soprattutto sulla formazione quinquennale; le opportunità di scelta da questo punto di vista verte sia nelle proposte degli atenei tradizionali sia nelle offerte di laurea magistrale come quelle che arrivano da atenei telematici.

Ma per capire meglio i vantaggi della laurea magistrale rispetto a quella triennale può essere utile far riferimento ai dati forniti nel 2013 da Almalaurea.

Secondo questi dati chi ha frequentato un corso di laurea magistrale ha maggiori probabilità di trovare un impiego entro un anno dal conseguimento del titolo. Solo il 24.4% dei laureati quinquennali non trova lavoro entro i 12 mesi; percentuale che sale invece al 26.5% nel caso di chi ha conseguito una laurea triennale.

Ma c’è un secondo dato di Almalaurea molto interessante nel raffronto tra laurea magistrale e laurea breve: ci si aspetta infatti che un corso di studi di 5 anni sia in grado di dare una formazione più completa a al futuro professionista. Ma è davvero così? Sembrerebbe proprio di sì.

Pare infatti che dopo il conseguimento del titolo quasi 6 laureati triennali su 10 scelgono (o sono costretti) di praticare un tirocinio. Si tratta di un periodo di formazione che serve da un lato al professionista a perfezionare il suo know how riguardo alla materia che andrà a trattare tutti i giorni nel suo lavoro, e dall’altro serve all’azienda a conoscere il giovane.

Tirocinio che evidentemente si rende meno necessario (sempre secondo i dati di Almalaurea) per chi vanta una laurea magistrale (che in questo modo accede più spesso ed in maniera diretta ai ruoli di lavoro); pare infatti che nel 2013 solo 41% di chi ha conseguito una laurea magistrale ciclo unico ha dovuto poi sottoporsi ad un periodo di tirocinio. La percentuale sale leggermente, dal 41 al 56% (e comunque meno del succitato 61%) nel caso dei laureati magistrali.

Il calcio nell’era dei social network

Trending-World-Cup-638x425La tecnologia, per il momento, rimane fuori dai campi di calcio ma, quasi a voler sottolineare la stranezza di uno sport che non vuole saperne di affidarsi a supporti tecnologici, ha preso possesso di tutto ciò che circonda una partita. Con l’avvento dei social network, in particolare, quasi ogni gesto quotidiano di un calciatore può diventare nel giro di breve tempo di dominio pubblico e sono gli stessi calciatori a divulgare informazioni, corredandole spesso e volentieri con foto e immagini.

I vari social – Twitter, Facebook, Instagram – hanno inoltre avvicinato i giocatori ai propri tifosi, instaurando spesso un contatto diretto con loro attraverso l’interazione che si crea nei profili e nelle fan page. Il calcio nell’epoca dei social network ha raggiunto un duplice obiettivo: da un lato ha avvicinato i tifosi ai propri idoli, dall’altro ha aumentato la visibilità dei calciatori e di conseguenza il valore pubblicitario dello sport tutto, generando maggiori introiti grazie all’aumento delle vendite dei prodotti di merchandising. Sono sempre più numerosi i siti online che includono al loro interno delle sezioni di merchandising dedicate a calcio e sport – come ad esempio il famoso Merchandising Plaza – e stanno diventando gettonatissimi.

L’uso che si può fare di un social network spesso varia da giocatore a giocatore: alcuni forniscono commenti personali su un incontro pochi minuti dopo la sua conclusione, altri documentano eventuali infortuni con immagini. Poi ci sono quelli che rispondono per le rime alle critiche ricevute dopo una prestazione poco convincente e chi invece stacca completamente da ciò che è il suo lavoro e dichiara il proprio amore a compagne e figli. Questa sorta di rivoluzione nella comunicazione ha avuto ripercussioni anche in altri settori, come ad esempio quello del giornalismo.

Il lavoro del cronista è cambiato radicalmente nel breve volgere di pochi anni: il giornalista ormai non deve quasi più andare a caccia di notizie o scoop, perché spesso la notizia gli arriva addosso ed è il calciatore a fornirla attraverso il suo profilo social. Basti pensare al triangolo d’amore che ha fatto parlare per mesi e ha visto protagonisti i due calciatori ed ex amici Maxi Lopez e Mauro Icardi, che si contendevano Wanda Nara, moglie del primo e adesso sposata con il secondo. Il materiale, fra foto e dichiarazioni, fornito dai tre tramite social network è stato ricco e i giornalisti, di gossip e non solo, ci hanno sguazzato.

Naturalmente questa sovraesposizione mediatica dei giocatori ha portato anche delle conseguenze: sempre più allenatori stanno vietando l’utilizzo dei social network nel pre-partita e in alcuni casi anche subito dopo, in modo da evitare dichiarazioni a caldo che spesso possono rivelarsi un boomerang nei confronti del giocatore stesso o della società. Al contrario ai tifosi e agli appassionati questa rivoluzione piace, in primo luogo perché ha avvicinato moltissimo i giocatori, un tempo quasi irraggiungibili alla stragrande maggioranza del tifo. E poi perché consente di essere sempre aggiornati praticamente in tempo reale sulla propria squadra in ogni istante della giornata. Dunque, se da un lato i social presentano qualche controindicazione, sull’altro piatto della bilancia sono ben più “pesanti” i benefici, economici e non, che la socialità virtuale ha portato con sé.

Ntrnet – Adsl e Wireless Vicenza e nel Veneto

Nella diffusione della banda larga l’Italia è nell’ultima posizione della classifica europea e al 72° posto della classifica mondiale. Non c’è da stupirsi quindi per la diffusione dell’analfabetismo digitale nel nostro Paese. Fortunatamente, piccoli operatori crescono con grande energia, anche se con risorse limitate e con un socio occulto (lo Stato Italiano) che cerca in ogni modo di affossare l’iniziativa privata.

Una di queste realtà è Ntrnet, che, nata a Vicenza, ormai copre gran parte del Veneto con collegamenti adsl e wireless di alta qualità, a prezzi abbordabili. Dice Ivan Bonato, CEO di Ntrnet: “cerchiamo di valorizzare il territorio, le sue infrastrutture e le risorse con lo scopo di ridurre il digital divide, piaga ormai cronica del sistema Italia”.

Da oggi Ntrnet si è dedicata anche alla fibra ottica: le soluzioni di connettività in fibra ottica di Ntrnet sono adatte ad un’utenza aziendale evoluta, grazie ad elevate velocità e ampiezze di banda e garanzie di sicurezza e continuità del servizio. Ricordiamo che la fibra ottica presenta dei vantaggi rispetto ai tradizionali cavi in rame: elevata capacità di trasporto delle informazioni e bassa potenza dei segnali veicolati sulla fibra (e molti altri vantaggi).

Inoltre Ntrnet fornisce servizi aggiuntivi, dall’offerta di soluzioni VPN MPLS, all’integrazione di servizi di telefonia VoIP e tradizionale, a servizi Data Center e servizi di Posta elettronica. Non ultimo, ricordiamo il vantaggio di Ntrnet come di tutti gli operatori similari: permette di liberarsi del canone Telecom.

Visita il sito www.ntrnet.it

Morte e social network: boom su internet di pagine del ricordo

Dall’America arriva il fenomeno più discusso del web dell’ultimo periodo: pagine del ricordo e portali dedicati alla morte fanno registrare boom di accessi e registrazioni. L’esempio più eclatante è 1000Memories, portale americano dedicato alla memoria dei defunti con 2 milioni di iscritti e 39 milioni di alberi genealogici. Sulla scia del successo targato USA arriva in Italia ViteSpeciali , un sito che supera il tabù della morte, e contro ogni scaramanzia affronta tematiche legate ai lutti e ai defunti raccogliendo un patrimonio di ricordi che permetta a tutti di commemorare i cari defunti.

«In qualche modo ViteSpeciali.it comincia proprio dove “termina” Facebook. In rete e sui social media si percepiva chiaramente il bisogno di uno spazio esclusivo in cui poter ricordare parenti e amici, in un clima caratterizzato dalla necessaria sensibilità e professionalità. Questo ci ha spinto a creare un portale che da una parte permettesse di creare delle Pagine del Ricordo in cui condividere il pensiero per i cari scomparsi, dall’altra raccogliesse tutte le informazioni utili per affrontare al meglio il difficile momento del lutto», hanno dichiarato i fondatori del portale.

La necessità di spazi online all’interno dei quali condividere dolori e ricordi è evidente e ormai un trend, come nel caso di VIP e personaggi noti:
Vitespeciali.it annuncia l’intento di creare una memoria collettiva in cui storie di vita autentiche possano essere condivise e ricordate in modo rispettoso e professionale: gli utenti possono creare Pagine del Ricordo pubbliche (o accessibili tramite password), in cui è possibile pubblicare pensieri, aneddoti, video e foto del proprio caro o di un personaggio famoso scomparso. Il sito raccoglie inoltre le risposte a tutte le domande sul tema non solo del lutto, ma anche sui problemi pratici che lo accompagnano.

Vacanza a Rimini: cosa fare se piove

Sappiamo bene che dalle parti di Rimini non ci si annoia mai. Tra le spiagge più attrezzate d’Europa, le discoteche più conosciute di Italia, i parchi tematici e gli hotel di Rimini a due passi dal mare e con tutti i loro servizi interni non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Cosa accade però se durante la vacanza, magari quella estiva, ad un certo punto, piove? Nessun problema. Anche in caso di maltempo, con un minimo di organizzazione, è possibile mettere a punto un programma di attività di tutto rispetto con cui intrattenersi (ed intrattenere magari anche tutto il resto della famiglia) per quelle ore in cui il maltempo fa qualche scherzetto.

Tre i posti al “coperto” consigliati. Il primo è il Museo Nazionale del Motociclo. È un vero e proprio museo dedicato al mondo delle due ruote dove è possibile ammirare più di 250 moto corrispondenti ad oltre 60 diversi marchi, italiani ed internazionali. Il Museo Nazionale del Motociclo non è altro che l’evoluzione di una vecchia collezione privata messa su nell’arco di decenni da tre amici riminesi, ed oggi diventata un punto di riferimento per gli amanti del genere e non.

Il secondo punto di interesse consigliato nella zona di Rimini in caso di pioggia è il “Maranello Rosso”. Anche in questo caso di tratta di una ex collezione privata diventata ormai pubblica, in cui sono presenti 25 diversi modelli di Ferrari, tra cui fa capolino anche una monoposto di Formula 1.

Se infine si vuole passare dal mondo dei motori ad ambiti più propriamente culturali basta spostarsi di qualche chilometro verso Pesaro per trovare il Museo Storico della Linea Gotica. Si tratta di una struttura dedicata al ricordo dell’epica battaglia della Linea Gotica, all’interno delal quale è possibile conoscere da vicino alcuni reperti degli eserciti coinvolti oltre ad una biblioteca, un archivio, una videoteca ed una mostra fotografica, in cui è sono raccolte testimonianze reali di quei tragici mesi interni al secondo conflitto mondiale.

 

Cambia l’estate degli italiani: sotto l’ombrellone arriva la tecnologia

Sembra passata un’eternità da quando, fatta eccezione per telo mare, crema protettiva ed occhiali da sole, l’unica compagnia “extra” che gli italiani amavano portare in spiaggia per mitigare in qualche modo la noia delle tante ore da passare senza far niente era la mitica “settimana enigmistica”. Oggi quella storica rivista ancora esiste ma è stata surclassata, almeno in spiaggia, da una pioggia di accessori hi-tech divenuti ormai un must nella valigia di qualunque turista, che si tratti di una vacanza di mare piuttosto che in montagna.

È la conseguenza della digitalizzazione che stiamo vivendo in questi anni ma anche dei prezzi abbordabili di tutto questo armamentario hitech, facilmente acquistabile online su siti web come Marcopoloshop che peraltro permette un’utile comparazione dei prezzi tra le varie offerte disponibili sul mercato.

Ma quali sono gli accessori che non devono mai mancare nella valigia del turista “tecno addicted”? Cominciamo davvero dalle basi e quindi da uno smartphone (assolutamente a schermo touch, guai a tirar fuori qualcosa che abbia un minimo di tasti! 😉 ) ed un lettore mp3. In realtà quest’ultimo potrebbe tranquillamente essere integrato nello smartphone, ma c’è chi ancora preferisce tenere i due dispositivi separati. Le vacanze sono anche tempo di grandi letture, quelle che durante il periodo lavorativo non si ha il tempo di seguire, ed ecco dunque che accanto allo smartphone ed al lettore mp3 fa la sua comparsa il Kindle (o una qualsiasi delle sue varianti), per scaricare e leggere libri in digitale ovunque ci si trovi.

E se la vacanza dovesse offrire scorci paesaggistici o visite a musei e/o a città storiche, allora vuol dire che è tempo di tirar fuori la macchina fotografica digitale all’ultimo grido, per scattare foto da conservare gelosamente per gli anni a venire. Meglio ancora se la macchina digitale è anche subacquea: in questo modo non ce ne separeremo nemmeno durante i bagni a mare…

Come sbloccare i siti di download e streaming film bloccati dalla censura italia

Ebbene sì, molti se ne saranno accorti, non si riesce più ad accedere a siti come rapidgator o videopremium o bitshare. O meglio, si può con un semplicissimo cambio di dns al computer (nulla di grave o difficile, anzi, basta un click)
Abbiamo qui raccolto i programmi principali per modificare i dns e tornare subito ad accedere a tutti i siti censurati dall’italia., o le guida per i vari sistemi operativi per cambiarli manualmente (lavoro da bambino di 5 anni, non preoccupatevi anche se non capite nulla di computer.
E ovviamente il nostro archivio di siti da cui scaricare film,a giornato.
Vai alle guide e software per modificare i dns >>

Ottimizzare la tua newsletter per aumentare le vendite


campagna di newsletter

Una newsletter simpatica, ben fatta, curata nella grafica e ‘leggera’– in tutti i sensi- sembra qualcosa di facile da realizzare ma invece non è proprio così. Se date un’occhiata alle newsletter che voi stessi ricevete (a proposito: le leggete prima di cestinarle?), potete con facilità capire che comunicare con un mezzo così apparentemente friendly, in realtà, è un discorso complesso. Una campagna di email marketing di successo può fare aumentare le vendite? In teoria sì ma bisogna essere abbastanza creativi da organizzare e ideare qualcosa che piaccia allo sfuggente, superficiale e difficile mondo degli utenti web.

Stile e frequenza di invio di una
newsletter

Intanto non chiamate mai newsletter una newsletter. Il nome stesso sa di volontà di vendita, invasività, scocciature. L’utente che legge newsletter in genere cestina senza leggere, a meno che non abbia un interesse già preposto verso l’azienda che la propone. Provate con altri nomi. Per esempio notiziario, nuovi arrivi oppure consigli. Se siete davvero dei creativi, potete giocare con il nome dell’azienda e creare un vero e proprio giornalino personalizzato dedicato ad essa. All’interno, poi, dovete davvero colpire. Mai essere lunghi ma sempre leggeri, anche nello stile di scrittura. Mandatene una o due alla settimana, se siete un negozio, ogni volta che avete dei consistenti arrivi.
Inoltre, avvaletevi di un software di mailing, come può essere quello di http://www.mailup.it, per poter utilizzare degli appositi template, gestire gli iscritti alla vostra campagna di email ed avere le statistiche necessarie per monitorare il successo delle vostre campagne.

Un’immagine vale più di mille parole…

Puntate sulle foto, quest’aspetto non può mai mancare. Accompagnate l’utente verso quello che volete dire o proporre. Se siete accattivanti, lui vi seguirà. Sarebbe sempre bene concordare con l’azienda un incentivo per chi legge e si informa attraverso la newsletter. Uno sconto sui prodotti o sulle attività proposte. Non pubblicate subito la newsletter sul sito, appena l’avete mandata. L’utente deve poter sentire che quel servizio è dedicato a lui e che può usufruirne assieme a pochi altri. Pubblicate la newsletter, se volete, sul sito, solo qualche giorno dopo. Mettete la vostra mailing list in CCN (più dettagli su come utilizzare questa funzionalità)  in modo che, per la privacy, ognuno non veda gli indirizzi di tutti. Dopo qualche mese- non prima, non potreste- verificate quanti comprano o conoscono le attività attraverso la newsletter. Questo vi servirà a capire come continuare e, eventualmente, modificare il servizio.